Per chi vuole un consiglio su cosa leggere stasera; per chi vuole parlare di libri; per chi desidera un parere sulle proprie fatiche letterarie.
Scorciatoie
giovedì 2 aprile 2020
giovedì 12 marzo 2020
L'amico di famiglia
“L’amico di famiglia”, romanzo di
Irwin Shaw, racconta come una famiglia piccolo-borghese americana venga
stravolta nelle sue dinamiche e nei rapporti affettivi dall’arrivo di un
elemento esterno, un miliardario salvato da un’aggressione al parco e ospitato
per le prime cure. Questo aneddoto creerà un legame tra loro, fortemente voluto
dal miliardario, che diventerà mentore e protettore della famiglia di Allen,
insegnante di materie umanistiche. Tutte le sue munifiche iniziative per
migliorare la loro quotidianità o per aiutarli a realizzare i loro sogni, però,
si riveleranno un boomerang che metterà in luce aspetti torbidi del carattere
di ognuno e Allen, insieme alla moglie, si troverà invischiato nei segreti e
nell’oscura disperazione del loro benefattore.
Il romanzo è scritto con sapienza,
per ciò che concerne lo stile. Contiene una consistente dose di cinismo, ma
anche un giudizio nemmeno troppo velato sugli argomenti trattati. La cosa, nei
momenti in cui si fa più scoperta, fa storcere il naso per l’invadenza dell’autore.
I personaggi, nella parte iniziale, sono ben delineati e adatti a descrivere
una famiglia di estrazione sociale media, con i genitori insegnanti che fanno
sacrifici per i tre figli, ognuno con la propria personalità e sogni più o meno
precisi da realizzare. Il miliardario è una figura più ambigua, scelta
azzeccata per mantenere vivo l’interesse verso i capitoli successivi. Il
lettore continua per un pezzo a chiedersi se si trova davanti a un personaggio
positivo o negativo, se la sua generosità abbia un secondo fine.
All’avviarsi delle vicende vere e
proprie, però, qualcosa stona e questa mancanza armonica si fa sempre più
importante fino a diventare dissonanza. Non solo i personaggi prendono decisioni
che una qualunque persona di buon senso troverebbe discutibili e forzate, ma
col procedere della storia tutti i protagonisti mostrano un carattere e un modo
di fare quasi opposto a quanto narrato nel principio. L’intento è mostrare come
i soldi cambino le persone (in peggio) e quanta finzione si nasconda nei
rapporti interpersonali, perfino quelli familiari. L’autore intendeva
ricordarci che, in verità, non conosciamo mai nessuno per ciò che è finché non
è troppo tardi. L’operazione, però, avviene in modo tanto reciso e brutale da
far cadere la sospensione d’incredulità e farci chiedere se questa famiglia non
sia composta da persone con disturbi psicologici. Una ragazza insicura e votata
allo sport diventa un’oca mangiauomini. L’affarista si trasforma nella moglie
sottomessa di un italiano accecato da un ideale (sì, gli italiani sono
stereotipati al massimo, e non solo loro). Il ragazzo col pallino della musica
in pochi mesi si trasforma in uno squalo della produzione musicale. E così via,
così discorrendo…
Una lettura non sgradevole ma che
fa storcere il naso o alzare le sopracciglia fin troppe volte.
sabato 22 ottobre 2016
PILLOLE DI...POE - Sei tu il colpevole
"Sei tu il colpevole" è un racconto educativo. Insegna a non fidarsi di chi sembra ricoperto di miele e a utilizzare cadaveri in maniera creativa per estorcere confessioni.
Non adatto prima di pranzo.
Per parlarne su Twitter: #Poe #ThouArtTheMan #StaseraLeggiamo @AylynnVale
lunedì 3 ottobre 2016
PILLOLE DI...POE - Hop Frog
La grassa tirannia se la ride di poveri e deformi. L'ingegno di un nano giullare, però, darà al re la sua vera forma bestiale e muterà la risata in urla d'agonia. Con il benestare dei lettori.
Su Twitter: #Poe #HopFrog #StaseraLeggiamo @AylynnVale
giovedì 15 settembre 2016
L'incubo di Hill House
L’INCUBO DI HILL HOUSE
(La Casa degli Invasati – The Haunting)
TRAMA
Chiunque abbia visto qualche film del terrore con al centro una costruzione abitata da sinistre presenze si sarà trovato a chiedersi almeno una volta perché le vittime di turno non optino, prima che sia troppo tardi, per la soluzione più semplice, e cioè non escano dalla stessa porta dalla quale sono entrati, allontanandosi senza voltarsi indietro. A tale domanda, meno oziosa di quanto potrebbe parere, questo romanzo fornisce una risposta. Non è infatti la fragile e indifesa Eleanor Vance a scegliere la Casa, prolungando l'esperimento paranormale in cui l'ha coinvolta l'inquietante professor Montague. È la Casa - con le sue torrette buie, le sue porte che sembrano aprirsi da sole - a scegliere, per sempre, Eleanor Vance.
RECENSIONE
Nel romanzo di Shirley Jackson coesistono due gorghi oscuri: uno è la volontà macabra di Hill House, l’altro è la psiche di Eleanor. Il lettore vede attraverso i suoi occhi un mondo distorto da sogni a occhi aperti, fantasie che la donna usa per rendere più interessante la propria vita agli occhi degli altri. Ma anche ai propri.
Piccole bugie, potenzialmente innocenti, si inanellano a formare una catena che parla di psicopatia. Forse è stato il succedersi dei giorni come infermiera della madre malata a spingerla verso certi voli della fantasia, o forse Eleanor non è in grado di maturare dallo stato di adolescente in costante ricerca di attenzione.
Anche gli altri protagonisti vengono presentati attraverso le impressioni, le delusioni e i rancori di Eleanor e queste rende molto difficile intuirne il vero volto, al di là del filtro scelto per noi. Di volta in volta, Theo può essere l’adorabile amica con atteggiamenti saffici o la capricciosa rivale, Luke un giovane affascinante o un egoista stupido e vigliacco.
La prosa, ambigua dal principio alla fine, ci lascia in completa libertà di riflettere e farci un’idea personale, di trovare da soli una chiave di lettura.
Eleanor entra in completa risonanza con la casa. Si riconoscono come simili, parti della stessa vanità accentratrice (non a caso, la villa è costruita secondo un complicato schema concentrico). I fenomeni paranormali di Hill House somigliano in maniera inquietante alle manifestazioni poltergeist di solito associate alla presenza di adolescenti…e qui, volendo, c’è un collegamento al sospetto che Eleanor in fondo non sia mai maturata in un individuo adulto.
Hill House sceglie i suoi per l’eternità, rifiuta chiunque altro. Una storia in cui l’orrore non è affidato tanto alle apparizioni fantasmagoriche quanto alla casa stessa, alle sue forme inesatte e ansiogene, ai suoi dintorni minacciosi e al senso di disorientamento e solitudine che trasmette.
Un romanzo geniale, che per la sua modernità non sembra affatto avere l’età che si porta addosso.
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giovedì 8 settembre 2016
PILLOLE DI...POE - Il genio della perversione
Scopro che l'Imp è una sorta di demone, da cui la traduzione "Il genio della perversione", a mio avviso un po' debole. Perle di saggezza lucide e spietate sull'autolesionismo, forza caotica della natura umana. La storia che le contiene è quasi un "di più".
Per discuterne su Twitter: #Poe #TheImpOfPerverse #StaseraLeggiamo @AylynnVale
giovedì 11 agosto 2016
PILLOLE DI...POE - Il barile di Amontillado
Prendi un barile di vino Amontillado, un uomo in cerca di vendetta e una passeggiata nelle catacombe. Addio, signor Fortunato, si ricordi che bere troppo fa male!
Per parlarne su Twitter : #Poe #TheCaskOfAmontillado #StaseraLeggiamo @AylynnVale
giovedì 4 agosto 2016
PILLOLE DI...POE - Il Gatto Nero
Anche i racconti meritano una recensione. Anzi, stimolare alla lettura della forma-racconto è uno dei motivi per cui giro per le scuole con i libri sottobraccio. In pochissime pagine dev'essere contenuto tutto il necessario: niente di più, niente di meno. Un buon racconto ci può cambiare la giornata.
Ecco a voi, quindi, una nuova rubrica: le Pillole. Poche parole per incuriosirvi e spingervi - spero - a leggere il racconto in questione. Aggiungo gli hashtag per discuterne su Twitter, se lo desiderate. Il mio "nome" sul social è @AylynnVale.
Ma bando alle ciance! Iniziamo con una perla di Edgar Allan Poe.
IL GATTO NERO (The Black Cat)
#Poe #TheBlackCat #StaseraLeggiamo
Un racconto dannatamente moderno. Crudele, sadico, a metterlo su schermo partirebbero proteste degli animalisti come se piovesse. Ma il Gatto sa tornare e il suo grido ghiaccia il sangue.
venerdì 8 luglio 2016
Congiunzioni divergenti
Lucia e Victoria, due ragazze collegate, a loro insaputa, da un ineffabile destino; un’oscura profezia, inquietanti presagi e congiunzioni astrali non sempre favorevoli; complicate relazioni affettive nel segno della passione: questi gli ingredienti di una vicenda dai risvolti misteriosi che si svelerà davvero solo alla fine.
Andrea Giorgianni, il fratello di Lucia, ci accompagna lungo il percorso di una malattia non sempre facile da accettare, con la sua leggerezza da simpatico guascone irresistibilmente attratto dal mondo femminile.
Congiunzioni divergenti è un libro che pone l’accento sull’interconnessione degli esseri umani, e sulla bellezza dell’amore, della vita e della gratuità del dono di se stessi agli altri.
Edito da Giuliano Ladolfi Editore.
RECENSIONI
“Congiunzioni divergenti” è il secondo romanzo di Giuse Iannello (potete trovare la recensione del primo, “Il mistero dell’ermellino”, qui) ed è prova di una crescita importante nello stile della scrittrice. I dialoghi ridondanti, prolissi, presenti nel suo primo lavoro, scompaiono quasi completamente per essere sostituiti da conversazioni molto più spigliate, aderenti alla realtà quotidiana, in linea con il carattere dei vari personaggi.
Un romanzo che tratta un tema difficile: la malattia e il suo impatto sulla quotidianità di una donna giovane, che ha diritto di attendersi ancora molto dalla vita. Un romanzo d’amore, anche, nelle sue formule più pure come in quelle più passionali. Il sesso è una pulsione che ha ampio spazio nella costruzione di queste “congiunzioni”, forza attrattiva per eccellenza che viene vista soprattutto nella sua veste di energia creativa, incarnata magistralmente nella figura della pittrice Lavinia. Anche la musica ha un ruolo importante, non di rado i momenti chiave sono accompagnati dall’ascolto di canzoni specifiche, quasi una colonna sonora della vicenda.
Si tratta di una storia corale, in cui protagonisti e comprimari sono ben tracciati (o forse dovrei dire dipinti?) e la parola nelle loro bocche coincide con la personalità. Non un romanzo al femminile, bensì un intreccio di uomini e donne comuni, senza alcunché di straordinario se non la loro unicità di esseri umani, che la Iannello restituisce con un’ammirevole dose di verità. Il fatto che l’autrice abbia preso spunto da vicende personali non spiega di per sé l’ottimo risultato ottenuto, ma può essere stato la chiave per questo progresso importante.
Il punto di vista, quasi sempre improntato alla terza persona, si trasforma ogni tanto nell’Io di Andrea, il fratello di Lucia, che incarna una positività fondamentale per il procedere del romanzo. I destini dei personaggi, che spesso non avranno occasione di conoscersi a vicenda, possono essere osservati dall’occhio del lettore da una distanza preferenziale, in modo da indovinarne l’intreccio. Una cosa che a loro non è concessa, mentre il fato unisce esistenze come fili di un arazzo e plasma il futuro in modi spesso inaspettati.
La storia si dipana tra Vigevano, Abbiategrasso, Milano e Pavia, realtà che i locali riconosceranno con piacere nelle atmosfere di “Congiunzioni divergenti”.
Una lettura coinvolgente che incuriosisce sulle future evoluzioni di Giuse Iannello.
lunedì 6 giugno 2016
Femmina De Luxe
Il blog riprende a vivere e a macinare libri! Più "in piccolo", se volete, per venire incontro ai miei tempi ormai risicati. Per la trama mi limiterò alla quarta di copertina. Meno parole ma, spero, recensioni che vanno dritte al punto. Ricominciamo allora con "Femmina De Luxe" di Elisabetta Bucciarelli.
TRAMA
Olga è una ragazza morbida e indifesa, alla ricerca dell'uomo della sua vita. Marta, acuminata dall'ambizione, si sacrifica all'idolo della perfezione estetica. Che cos'hanno in comune? Entrambe provano a essere femmine di lusso, l'avanguardia del piacere, donne perfette fatte di protesi e speranze, capaci di soddisfare uomini di raffinati desideri e grandi fantasie. Forse entrambe tradiranno le aspettative, trasformandosi in semplici vuoti a perdere, oppure una di loro resterà, ritrovando nell'ostinata innocenza dell'amore una salvezza che a questo mondo pare impossibile.
RECENSIONE
Una scrittura che è come un’incisione a bulino. Precisa, metodica, razionale. Parole pensate, soppesate, scelte con cura. Centellinate, anche, perché non ci troviamo di fronte a una prosa che si adagia sulla descrizione, che indugia troppo sui dettagli. Rapide carrellate, veloci impressioni, frasi recise da punti serrati, uno via l’altro. Niente periodi prolissi, le subordinate sono uccise con metodo. L’intreccio di vicende, i personaggi, le atmosfere vengono quasi suggeriti al lettore, cui spetta poi il compito di riempire attraverso l’uso della propria immaginazione, creando passaggi meno netti e facendo fluire la narrazione.
In “Femmina De Luxe” si muove un’umanità sgradevole e sgradita (anche a se stessa). Tutti, ricchi e poveri, professionisti e ultimi della società, mostrano la deformazione del proprio animo, a cui a volte si associa quella del corpo. L’occhio dell’autrice si sofferma su personaggi che solo un ingenuo vedrebbe come estremi adatti solo alla finzione letteraria. Chi vive in una grande città o l’ha frequentata sa quanto di estremo ci possa essere in un campione così vasto di umanità. Eppure, in una Milano cupa e senza speranza di redenzione, ogni tanto Olga, bisognosa di piacere per sé, ci mostra angoli di gioia e luce, colori accesi, dolci tentazioni per il palato. Questo, però, non fa che accentuare tutto il buio che sta attorno.
Una lettura che trasuda lavoro metodico e cura per la parola, per amanti del noir e delle storie sincere, quasi crude, senza fronzoli.
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