Tornare nei luoghi dove si è combattuto significa scoprire quanto i propri ricordi possano non collimare con la realtà presente, col passare del tempo e con i cambiamenti di persone e cose. Questo è ciò che il protagonista di “Quando il mare si ritira” di Armand Lanoux decide di affrontare quando cede alle insistenze di Valérie, ex-fidanzata del suo defunto amico e compagno d’armi, la quale vuole dare un senso alla morte di lui visitando i luoghi dove ha combattuto ed è morto.
Abel Leclerc torna così in Francia dal Canada, pieno dei
suoi ricordi mai davvero affrontati dello sbarco sulle coste della Normandia e della
drammatica penetrazione nel territorio occupato dai Tedeschi. Una Francia cui
lo lega perfino il suo cognome (tanto comune in quelle terre), ma che nei pochi
anni di distanza dai tragici eventi della guerra già non riconosce più. Tutto,
nella nuova pace, si è trasformato e le immagini, le storie della guerra
servono solo a tenere in vita musei e sterili rievocazioni.
Sono rimaste tracce del passato, oggetti e scorci che conducono
Abel in un viaggio dei ricordi sempre piuttosto frammentato. Il suo rapporto
con Valérie non è meno fumoso. I due sono molto diversi, in quanto la donna
procede nella sua ricerca con una fermezza quasi glaciale mentre il suo
compagno di viaggio si perde, si ritrova, si confonde…e arriva a capire che non
potrà mai raccontarle tutto o farle comprendere ciò che hanno vissuto e com’è morto
Jacques.
Il romanzo ci fa vivere lo stridente contrasto tra il modo
in cui costruiamo i nostri ricordi e la realtà, nonché l’incomunicabilità
quando il nostro interlocutore non ha condiviso con noi l’esperienza
e può solo giudicarla dall’esterno. Per Abel il tempo è fermo al 1944,
nonostante abbia cercato di tornare a condurre una vita normale. Per Valérie,
il viaggio è anche una vendetta nei confronti di Abel, che porta su di sé l’immensa
colpa di essere tornato vivo mentre Jacques è morto.
L’autore è crudo nel tratteggiare i personaggi: l’umanità
che popola il romanzo è quasi sempre sgradevole o animata da desideri
grossolani. Abel si ritrova in quell’atmosfera, tra una massa di incompiuti
come lui, ognuno col suo segreto più o meno doloroso, più o meno vergognoso.
Come Bébé, con cui forse potrà condividere qualcosa di più.
Per appassionati di letture belliche, per chi
viaggia volentieri lungo i sentieri della memoria e per coloro a cui non
dispiace che gli eroi siano imperfetti.

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